Oggi a Genova 

Metalmeccanici in corteo per il contratto nazionale, per salari e orario di lavoro

Inevitabili i ripercussioni sulla viabilità cittadina. La manifestazione è terminata alle 12:45

Il corteo dei metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm di questa mattina è partito da piazza Massena per arrivare fino alla prefettura, in largo Lanfranco. In testa alla manifestazione dei lavoratori lo striscione con la scritta “salario, diritti e dignità, contratto subito”. I metalmeccanici genovesi hanno aderito allo sciopero nazionale per sostenere la richiesta nazionale, molto distante dalla posizione della controparte datoriale in termini di salario e di orari di lavoro.

«“Con oggi siamo a 24 ore di sciopero proclamate da Fiom Fim Uim a livello nazionale per riconquistare un rinnovo contrattuale che risponda alle legittime rivendicazioni dei metalmeccanici italiani – così Stefano Bonazzi Segretario Generale Fiom Cgil Genova a margine del corteo organizzato questa mattina per lo sciopero nazionale dei metalmeccanici a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto “Vogliamo una trattativa seria e costruttiva che recuperi una quota significativa di salario, il potere di acquisto e che riconosca le professionalità».


Oggi sono scesi in piazza i metalmeccanici delle principali fabbriche genovesi che al termine del corteo sono stati ricevuti in Prefettura «Oggi abbiamo trasmesso al Prefetto la rabbia dei metalmeccanici genovesi: vogliamo portare a casa il recupero del nostro potere di acquisto perso in questi anni – dichiara Bonazzi -. Di fronte ad una vertenza così importante è inaccettabile che nessuno prenda una posizione, né il governo né la politica tutta se non si riapre la trattativa, dopo queste 24 ore di sciopero, la lotta non finisce qui e alzeremo il livello del conflitto».

«Andiamo in prefettura perché vogliamo che la sede del governo capisca la gravità di questo comportamento della parte datoriale – dichiara Christian Venzano, segretario Film Cisl – per il contratto più importante che riguarda un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno fanno un lavoro fondamentale per le loro aziende e per il paese Quindi vogliamo che si riapra il tavolo. Chiediamo rispetto».

«Federmeccanica non intende assolutamente discutere -aggiunge Antonio Apa – dimenticando, o facendo finta di non sapere, che in questo Paese esista un problema salariale. Basta citare il fatto che il costo della vita ha aumentato di circa il 17%, i salari dei metalmeccanici sono cresciuti del 4%, quindi c’è una differenza di circa 12 punti percentuali che noi dovremmo recuperare».


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